COLLEZIONE TONELLI: L’INFORMALE ITALIANO

Nella collezione di Giancarlo Tonelli, noto costruttore edile originario di Terni e appassionato di arte, c’è spazio anche per l’informale italiano, presente in tutte le sue sfaccettature con le opere di Fontana, Burri, Capogrossi, Vedova e Turcato. Si va quindi dalla dilatazione cosmica alla declinazione materica, da quella segnica alla gestualità violentemente espressionista. Il “Tutto nero”, lavoro appartenente alla fase inziale dell’artista Burri, simboleggia un universo di offese e di ferite. Giancarlo Tonelli possiede, inoltre, due emblematiche testimonianze della fase finale di Fontana: “Concetto Spaziale” (1958) e “Attese I+IUS3 Concetto spaziale GOT 32” (1960). Qui, l’artista dello “spazialismo” si riallaccia al futurismo e si apre a una spazialità che ha già oltrepassato i confini della terra. Le opere di Capogrossi seguono la poetica del segno ma si caratterizzano più per presenza che per assenza e per una serialità più qualificativa che quantitativa. Vedova passa dall’astratto-futurismo alla gestualità espressionista, sostenuta da una forte morale di protesta nei confronti degli avvenimenti tragici della storia. Turcato, infine, come dimostrano le opere della collezione, si è mosso per l’affermazione intensa e fluida dell’autonomia del linguaggio pittorico.

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